sabato 26 maggio 2012

Alla presenza di Peppinetto e Silvestro Atzori, Vincenzo Meli, Mariella Carta
CASA MUSEO APERTA SINO AD AGOSTO
la storia di Su Pallosu in una mostra permanente


Lo spazio espositivo nella Casa Museo "Gianni Atzori"a Su Pallosu, con la mostra fotografica e rari oggetti del mare,

E’ stata  inaugurata sabato a Su Pallosu la Casa Museo intitolata a“Gianni Atzori". Alla giornata inaugurale hanno presenziato fra gli altri i fratelli del maestro-artigiano appassionato di mare: Peppinetto e Silvestro, il pescatore Vincenzo Meli e Mariella Carta dell’Hotel Su Pallosu. La casa è una delle prime abitazioni della Marina di San Vero Milis, situata   presso la Colonia Felina dove i gatti scendono in spiaggia.
(Nella foto da sinistra Gilberto Linzas, vicepresidente Associazione Amici di Su Pallosu, Mariella Carta dell’Hotel Su Pallosu e Andrea Atzori , presidente Associazione Amici di Su Pallosu)
Vincenzo Meli intervistato a Su Pallosu da Elisabetta Sanna per Sardegna 1 Tv.





 Gianni Atzori (Oristano 1925-2002) , insieme a Geppetto (Angelino Iriu), fu tra i primi pescatori subacquei di pesce e corallo (con muta e bombole) dell'oristanese è stato inoltre autore di alcune pubblicazioni dedicate alla letteratura in lingua sarda e all’archeologia.
 All'interno della Casa Museo sono visitabili:
-Mostra Fotografica permanente su natura, storia e paesaggio di Su Pallosu, il più piccolo borgo marino d'Italia;
-“Giardino dei gatti”;
-“Casa dei gatti”;
-Collezione di Minerali sardi;
-Esposizione permanente di lavori artigianali in arenaria e trachite.
-Mostra Fotografica permanente dei 52 gatti della Colonia Felina.
La Mostra fotografica permanente ospita complessivamente 29 pannelli fotografici.
All’interno dell’esposizione anche una raccolta unica di oggetti legati al mare. Tra questi anche le palle di poseidonia oceanica di grandezza da record, una vertebra di capodoglio e i fucili subacquei a molla usati nel 1946.
La Casa Museo, che così come la Colonia Felina e l'Associazione Amici di Su Pallosu, non ha mai avuto alcun contributo da enti o istituzioni pubbliche, rimarrà aperta sino a tutto agosto.

martedì 22 maggio 2012

Sabato l'inaugurazione a Su Pallosu
CASA MUSEO GIANNI ATZORI
all'interno esposizione fotografica e di oggetti di mare


La casa di Gianni Atzori a Su Pallosu, così come appariva dal mare nel 1961.

Sabato 26 maggio alle 16 sarà  inaugurata. Appuntamento a Su Pallosu, marina di San Vero Milis (provincia di Oristano) in via Tziu Triagus 12 presso la Colonia Felina dove i gatti scendono in spiaggia, per l’apertura della Casa Museo “Gianni Atzori”.
E' una delle prime abitazioni della Marina di San Vero Milis, Sardegna.
Realizzata da Gianni Atzori (Oristano 1925-2002) nel 1961; insieme a Geppetto (Angelino Iriu) fu tra i primi pescatori subacquei di pesce e corallo (con muta e bombole) dell'oristanese.
Gianni Atzori scelse proprio Su Pallosu per la ricchezza del mare e per la sua tranquillità. 
All'interno della Casa Museo  sono visitabili:
-Mostra Fotografica permanente su natura, storia e paesaggio di Su Pallosu, il più piccolo borgo marino d'Italia;
-Giardino dei gatti;
-Casa dei gatti;
-Collezione di Minerali sardi;
-Esposizione permanente di lavori artigianali in arenaria e trachite.
-Mostra Fotografica permanente dei 52 gatti della Colonia Felina.
La Mostra fotografica permanente ospita complessivamente 29 pannelli fotografici. 10 pannelli in forex formato A3 sulle bellezze storiche, naturali di Su Pallosu: le torri costiere spagnole, la fauna, la flora, i siti e ritrovamenti archeologici.9 pannelli fotografici plastificati in formato A4 con le foto d'epoca sulla storia della pesca a Su Pallosu: l'antica Tonnara degli anni 20 e i principali personaggi che hanno dimorato a Su Pallosu nell'ultimo secolo.
10 pannelli fotografici  a colori plastificati in formato A4, riguardanti tutti i 52 gatti (ognuno con il proprio nome) della Colonia Felina di Su Pallosu, dove i gatti scendono in spiaggia. All’interno dell’esposizione anche una raccolta unica di oggetti legati al mare. Tra questi anche le palle di poseidonia oceanica di grandezza da record, una vertebra di capodoglio e i fucili subacquei a molla usati nel 1946.
La Casa Museo, così come la Colonia e l'Associazione Amici di Su Pallosu, non ha mai avuto alcun contributo da enti o istituzioni pubbliche.
 "Con questa iniziativa-spiega Irina Albu dell’Associazione Culturale Amici di Su Pallosu- desideriamo offrire una nuova  attrattiva  turistica della marina di San Vero Milis.Siamo convinti che  la conoscenza e la riscoperta della storia e del passato di Su Pallosu siano un valido strumento per la valorizzazione del territorio".
Le  visite sono gratuite  e gestite dall'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu.
L’esposizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’Archeologo Giandaniele Castangia (responsabile degli scavi archeologici sul sito nuragico di Su Pallosu condotti per conto della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Cagliari e Oristano), che ha curato i testi della parte storica e dei pescatori: Vincenzo Meli,  Irene Tronci e Barore Carta, che hanno prestato all’associazione foto e oggetti d’epoca.
 Per info e contatti: 

sabato 28 aprile 2012

Nuova pagina su Facebook
NASCE LA CASA MUSEO GIANNI ATZORI

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Pagina Facebook per la Casa Museo dedicato a Gianni Atzori al link  https://www.facebook.com/pages/Casa-Museo-Gianni-Atzori-a-Su-Pallosu-Sardegna-co-Colonia-Felina/418637611480562 
tutte le informazione sulla struttura privata che sorge a Su Pallosu, nella marina di San Vero Milis, nell'area della Colonia Felina.

lunedì 19 marzo 2012

1988, La Nuova
E PER L'ASSESSORE I MINERALI SONO "CANI MORTI"
rifiutata la proposta di donazione gratuita
di una collezione


Articolo del 9 giugno 1988, La Nuova Sardegna.Con questa lettera, pubblicata integralmente, Gianni Atzori aveva voluto raccontare un episodio che altrimenti sarebbe rimasto conosciuto da pochi.Un incontro tra amministratori e un gruppo di collezionisti di minerali, tra i quali proprio lo stesso Gianni.Una polemica al calor bianco che fa capire il livello dei rappresentanti delle istituzioni.Cliccando sopra la foto potete leggere l'intero testo.Lasciamo a voi ogni commento.

lunedì 20 febbraio 2012

GIOVANNI LILLIU E' MORTO


E' scomparso ieri all'età di 97 Giovanni Lilliu, archeologo sardo e Accademico dei Lincei.Nella foto lo vediamo con Gianni Atzori.

sabato 10 settembre 2011

Esposte al Museo di Oristano
SERRA IS ARAUS E LE ANFORE DI SU PALLOSU
le sensazionali scoperte
archeologiche di Gianni Atzori

Nei testi universitari e non solo.Il contributo di Gianni Atzori alle maggiori scoperte archeologiche nel Sinis è oggi unanimemente riconosciuto.Svariate le segnalazioni e le consegne alle autorità competenti dei più rilevanti ritrovamenti.Tra le scoperte di Gianni Atzori spicca la maxi Stele preistorica (idolo in arenaria di oltre un metro di altezza, con quattro seni-nella foto a destra) proveniente da Serra Is Araus (San Vero Milis).Dopo svariati decenni di oblio in qualche scantinato del museo di Cagliari il pezzo è attualmente esposto-con grande visibilità - all'Antiquarium Arborense- Museo Archeologico- di Oristano.Un reperto che vale da solo l'intera visita.
"Is Fradis Atzori de Aristanis" -che leggete nella foto qua sotto sono proprio Gianni, Nicola e Peppinetto Atzori. (Il nome di Peppinetto, è inoltre direttamente legato ad un'altra grande scoperta, quella delle statue di Monte Prama di cui parleremo in apposito post.)
E chi scrive in sardo questo testo, in cui cita esplicitamente i fratelli Atzori di Oristano-sempre qui sotto- è niente meno che Giovanni Lilliu, Accademico dei Lincei, numero uno riconosciuto dell'archeologia sarda (Sentiddu de Libertade -editoriasardacuec, 2004 - 131 pagine citazione da pag.40 ).





Ma non mancano le citazioni anche per altre ricerche archeologiche sempre su terraferma.Gianni Atzori ha collaborato con l'amico l'archeologo Enrico Atzeni (professore di Paleontologia e di Antichità sarde all’Università di Cagliari) nel rinvenimento di alcuni preziosi reperti rinvenuti in buona parte nel Sinis, oggi esposti nei principali musei sardi.Tra questi ad esempio l'idolo di Conca Illonis-Cabras, pubblicato da Enrico Atzeni (La Dea Madre-1978-Gallizzi Sassari editore).










Dalla terraferma all'acqua.L'enorme passione per l'archeologia di Gianni Atzori, già citata più volte sul blog, anche in questo caso è attestata anche dai libri universitari.



L'archeologia subacquea ha rappresentato infatti una parte importante della sua intensa vita.Il ritrovamento da parte di Gianni Atzori di anfore romane nei fondali di Su Pallosu, consegnate ed esposte al museo archeologico di Oristano, è citato infatti dal testo Universitario Tharros Felix 2 (edizioni Carocci), pag.164 (lo vedete qui sopra), articolo di Elisabetta Sechi.



martedì 26 aprile 2011

A Su Pallosu la collezione "Gianni Atzori"
I MINERALI DI GIANNI
esposti pezzi provenienti da tutta la Sardegna



Tra le passioni, un posto importante nella vita di Gianni Atzori è stato occupato dai minerali.E' andato in giro in tutta la Sardegna a cercare le pietre e i cristalli più strani, rari ed interessanti.Ha esposto e scambiato i suoi pezzi in tutta Italia nelle mostre ed esposizioni pubbliche.


(Sopra nella foto uno dei pezzi della collezione di Minerali Sardi "Gianni Atzori").
Oggi una parte di questa sua Collezione di Minerali è aperta al pubblico, visitabile (su prenotazione) presso il "Giardino dei Gatti" della Colonia felina di Su Pallosu (dove i gatti scendono in spiaggia), nella marina di San Vero Milis, provincia di Oristano.



Tra i pezzi di rilevo della collezione Atzori la non comune "Ossidiana Rossa ".

mercoledì 19 gennaio 2011

Prendevano forma a Su Pallosu
DELFINI E STATUINE
alcuni suoi gioielli in corallo


Su Pallosu era il suo laboratorio preferito.Anche ad Oristano aveva la strumentazione per lavorare corallo e pietre dure, ma indubbiamente nella tranquillità del mare lavorava meglio.E non mancavano anche i soggetti proprio legati all'ambiente.Qui sopra due spille in corallo, delfini.Amava anche mettere l'occhio in corallo nero, facendo un buco sul rosso e inserendolo dentro.

Gruppo di statuine in corallo rosso o come le chiama qualcuno "Madonnine".A me fa un pò ridere sentire questa definizione anche perchè papà era non solo ateo, ma convintamente anticlericale.Meglio definirle dunque figure femminili in corallo rosso.